martedì 30 settembre 2014

Pedibus - Sintesi dell'incontro del 19.09.2014

Pedibus
                                                                                                                        
Giovedì 19 Settembre c'è stata la riunione a scuola per illustrare i progetti, Pisa Città che Cammina, Progetto Autonomia e Pedibus.

Dopo l'introduzione del preside, Lucio Bontempelli, è stato presentato il progetto Pisa Città che Cammina da due laureande della facoltà di ingegneria.

Si è poi parlato del Progetto Autonomia (Maestra Laura Orlandi, Roberta Timpani), e del lavoro preparatorio fatto con le terze e le quarte Collodi nell'anno scolastico 2013-2014, nella quale i bambini hanno partecipato e costruito insieme i percorsi del Pedibus, sia in classe che in due uscite "sul campo".
C'è stato anche un mio breve intervento come rappresentante di istituto, nel quale ho raccontato la mia esperienza dal punto di vista di genitore/accompagnatore, mentre sulla LIM scorrevano fotografie fatte nel Pedibus operativo nel mese di maggio/giugno scorso.

È stato messo in evidenza come il progetto Pedibus all'interno del progetto Autonomia determini un rilevante coinvolgimento emozionale per i bambini, dato che il percorso per loro rappresenta idealmente il partire da un luogo sicuro (ossia casa propria) attraverso dei punti di riferimento ben precisi (le fermate, i passaggi pedonali, gli incroci), ed arrivare in un altro luogo sicuro, ossia lo spazio racchiuso fra le transenne, davanti al cancello di scuola (definito da molti genitori ed insegnanti come un "oasi di pace", ricordando il caos che si verificava quotidianamente prima della chiusura), per poi entrare in sicurezza a scuola.
Inoltre, l'indossare la pettorina gialla è risultato un fatto molto gradito dai bambini, vista come una sorta di "divisa" del Pedibus, che gli automobilisti notano subito fermandosi appena loro si avvicinano agli attraversamenti pedonali.
Anche in caso di pioggia o cattivo tempo (salvo eventi straordinari), un Pedibus attrezzato con mantella o ombrello e stivaletti fa scoprire ai bambini che camminare è indipendente dai fattori atmosferici.

Ha poi parlato Valter Baruzzi, sul tema "A scuola a piedi: primi passi verso l'autonomia", invitato in qualità di pedagogista, insegnante e organizzatore di vari Pedibus in Italia.
Tra le cose rilevanti da lui dette è che i Pedibus riusciti in Italia sono molti, e sono principalmente quelli dove i genitori sono diventati parte attiva. Invece, nei casi in cui vi sono stati solo operatori addetti, la cosa è quasi sempre "evaporata" non appena i fondi sono finiti. In molte città sono state indicate con cartelli appositi le fermate Pedibus.

Rifacendosi a quanto detto negli interventi precedenti, ha ribadito l'importanza del Pedibus dal punto di vista educativo e pedagogico, percepito dai bambini come un modo salutare e gioioso di andare a scuola, dove si può chiacchierare in relax con i compagni di camminata e arrivare freschi e tonici a scuola.
Un esempio carino da lui fatto, per far capire la graduale sicurezza che il Pedibus insegna, è il seguente: la mano che il genitore mette sempre per prudenza sul petto del proprio bimbo, quando ci si avvicina ad un attraversamento pedonale, per il bambino viene acquisita come un gesto protettivo importantissimo. Il bambino che poi prende man mano sicurezza sentirà sempre quella mano presente, anche quando fisicamente la mano non ci sarà più, e la sentirà applicata al proprio petto istintivamente anche nell'età adulta. In generale, i gesti di prudenza trasmessici dai nostri genitori li conserviamo idealmente sempre dentro di noi.

Oltre agli aspetti importanti sotto il profilo educativo, emozionale e ambientale (minore uso della macchina, risparmio di risorse e minore inquinamento), si è parlato anche di questioni più pratiche.

È stato innanzitutto detto, in modo concorde da tutti, che il Pedibus permette di semplificare le attività della mattina nell'andare a scuola.
Funziona come un autobus, ossia c'è una fermata con un orario. È sufficiente presentarsi a quella fermata a quell'orario con la pettorina e unirsi al gruppo.
Questa soluzione non è vantaggiosa soltanto per chi ha la fermata Pedibus nel proprio isolato, ma anche per chi abita più lontano e può fare un percorso di avvicinamento alla fermata in auto o a piedi.

Ad esempio, chi abita a Gello e si reca al lavoro in auto, può lasciare il proprio bambino alla fermata all'incrocio di via Filzi con via di Gello alle 8 e 14, risparmiando almeno un quarto d'ora, necessario per arrivare davanti a scuola, parcheggiare e accompagnare il figlio davanti al cancello, attendere l'apertura e poi riprendere la strada per il luogo di lavoro.
Comunque, accompagnare i bambini alla fermata più vicina è senz'altro un risparmio rispetto al fare tutta la tratta, sia in macchina che a piedi.

Nonostante siano poi stati creati tre soli percorsi, che per forza di cose non possono passare sotto casa di tutti, è possibile organizzare percorsi "affluenti" aggiuntivi, a seconda delle richieste che ci saranno, sia come modifiche ai percorsi ufficiali del Pedibus (da fare come arricchimento dei percorsi prima che il progetto inizi), sia come percorsi organizzati per iniziativa diretta dei genitori, aggiunti dopo che il progetto sarà ripartito.

È stato poi notato che è un sistema flessibile di recarsi a scuola, dato che non è indispensabile utilizzarlo tutti i giorni, proprio come l'autobus. L'unica cosa essenziale è che ci sia un numero minimo di partecipanti giornaliero minimo per poterlo far funzionare.

Per quanto riguarda gli zaini, il Pedibus è anche un'occasione per prestare più attenzione ad una loro corretta utilizzazione in termini di postura e tipi di zaino.
Ovviamente, uno zaino più leggero possibile è la soluzione ideale, ma non sempre si può ridurne il peso, che varia a seconda delle materie della giornata.

La soluzione migliore è stata riconosciuta quella degli zaini che abbiano la cintura di sostegno in vita (zaini scuola strutturati tipo gli zaini da montagna). Infatti, allacciare la cinghia alla vita permette di trasmettere praticamente tutto il carico sul bacino, scaricando quasi totalmente la schiena.

La soluzione meno salutare è quella di zaini pesanti senza cinghia da allacciare alla vita, che fanno inarcare scorrettamente la schiena o fanno accentuare eventuale scoliosi (vedi esempio qui sotto).

Lo zaino/trolley non è una soluzione poi così vantaggiosa per lunghi tratti, dato che costringe a camminare con il busto leggermente in torsione per tutto il tempo. Inoltre, per evitare eventuali pozzanghere, buche o salite e discese da marciapiedi alti o gradini, costringe i bambini a fare continui strappi aggiuntivi con torsione del busto da un solo lato.

Per quanto riguarda l'organizzazione, coloro che daranno disponibilità ad accompagnare i bambini potranno coprire l'intera tratta, oppure anche solo una tratta parziale del percorso (tipo "staffetta"), e se il numero di volontari accompagnatori sarà alto, praticamente ciascun accompagnatore potrà coprire al limite anche solo un isolato, e non tutti i giorni.

Il progetto partirà anche per il plesso Filzi, probabilmente ad anno nuovo, dato che sarà prima necessario capire quali percorsi fare, e poi compiere la fase di progettazione insieme ai bambini e attendere i sopralluoghi del comune. Sarà inoltre prima necessario chiudere l'accesso a via Leonardo da Vinci, a partire dall'incrocio con via Fedi, ad orario come viene fatto in via Collodi all'ingresso ed all'uscita da scuola, per creare anche lì l'"oasi" senza traffico e "parcheggio selvaggio", e permettere ai bimbi di entrare in sicurezza e autonomia a scuola.

Sono stati fatti tre tavoli di lavoro, ed alla fine sono stati discussi i risultati in plenaria, ribadendo quanto detto qui sopra.
Sarà opportuno chiedere ai bambini di redigere un regolamento (es. puntualità alle fermate, comportamento durante il cammino), una sorta di "Galateo del Pedibus", che poi sia bambini che accompagnatori dovranno rispettare e far rispettare.

Durante l'incontro è stato organizzato un laboratorio per i bambini e le bambine presenti.

Sono state distribuite le mappe dei tre percorsi (che riporto qui sotto) ed un modulo di adesione (allegato).



Le mappe e il modulo di adesione sono stati dati anche ai bambini, dalle maestre, a scuola.
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Possibilmente il modulo di adesione dovrebbe essere restituito entro il 30 settembre (domani), in modo che entro il 1 ottobre possa essere dato dalle maestre agli organizzatori.

Anche se non intendete aderire subito, ma in un secondo momento, sarebbe utile se comunque lo scriveste nel modulo (es.: per ora non partecipo ma sono interessato per partecipare in un secondo momento al seguente percorso).
Inoltre, è estremamente utile che indichiate sul retro qualsiasi commento o suggerimento, proposta di modifica o aggiunta dei percorsi.

Chi si segnala come volontario accompagnatore, per tutta la tratta o per un tratto parziale, per tutti i giorni o solo per alcuni giorni, può lasciare il numero di telefono e email, in modo da creare gruppi di comunicazione (es. via Whatsapp o email) per comunicare eventuali cambiamenti o esigenze improvvise.

Il Pedibus dovrebbe partire dal 7 Ottobre per le linee blu e rosa, mentre la linea verde è già partita.

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